RECUPERO CREDITI

Messe in mora, ricorsi per decreti ingiuntivi, precetti – Pignoramenti di conti correnti, canoni, crediti, immobili – Aste immobiliari telematiche.

Consulenza ed assistenza legale, anche con supporto di agenzie di investigazioni, in:

Messe in mora, ricorsi per decreti ingiuntivi, precetti:

ottenimento di pagamenti di fatture e crediti;

Pignoramenti di conti correnti, canoni, crediti, immobili:

recupero diretto con esecuzione forzata;

Aste immobiliari telematiche:

ricerca e assistenza per acquisti immobili in Aste.


APPROFONDIMENTI

recupero crediti Roma

Recupero crediti stragiudiziale e giudiziale

Lo studio Legale si occupa di recupero crediti prevalentemente su Roma, dapprima con un intervento stragiudiziale e, in caso di mancato buon fine, con tempestive azioni in ambito monitorio, giudiziale ed all’occorrenza con procedure esecutive. Le esecuzioni immobiliari e mobiliari rappresentano infatti uno strumento necessario quando il tentativo di recupero crediti stragiudiziale non sia andato a buon fine. Pertanto, dal sollecito di pagamento lo Studio Legale passerà al tentativo di negoziazione assistita o direttamente al ricorso decreto ingiuntivo, al precetto di pagamento sino all’azione di espropriazione, sia essa pignoramento su beni immobili o pignoramento presso terzi (conti correnti, quote societarie, stipendi, pensioni) o pignoramenti mobiliari e sino alla vendita giudiziaria mediante asta.

Esperienza dell’Avv. Mariella D’Angelo

L’Avv. Mariella D’Angelo risulta, infatti, essere altamente specializzata in materia, avendo assistito, per molti anni, un primario istituto bancario per il recupero dei crediti in via stragiudiziale e giudiziale ed essendo, dall’anno 2006 è iscritta nell’elenco dei Custodi Giudiziarie e dall’anno 2011 anche in quello dei Professionisti Delegati alle vendite presso il Tribunale di Roma (superamento con profitto, in data 23.06.2023, della prova finale del Corso universitario di formazione per Custode giudiziario e delegato alle vendite).

Assistenza nelle aste immobiliari

Lo Studio disponendo di una banca dati, aggiornata quotidianamente, dove sono presenti tutti gli immobili sottoposti ad esecuzione immobiliare presso il Tribunale Civile di Roma, presta consulenza ed assistenza legale in tutte le fasi d’acquisto all’asta e nello specifico effettua:

  • ricerca degli immobili venduti all’asta d’interesse del cliente;
  • valutazione ed ottimizzazione dell’investimento;
  • studio della dell’ordinanza di vendita (analisi dei gravami insistenti sull’immobile, della natura giuridica del diritto sottoposto ad asta) e della perizia;
  • calcolo preventivo degli oneri fiscali conseguenti all’aggiudicazione;
  • partecipazione in asta telematica in nome e per conto del Cliente, anche con procura notarile che definisce i limiti operativi di offerta; rilascio.

 


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Nel contesto del contenzioso civile, le comunicazioni digitali rappresentano strumenti probatori sempre più rilevanti, specie i messaggi whatsapp, utilizzati frequentemente per documentare accordi, conferme di debiti o obblighi contrattuali tra le parti. La Corte di Cassazione, con la recente ordinanza n. 1254/2025 del 17.01.2025, è andata a chiarire i presupposti di ammissibilità e le modalità di utilizzo delle conversazioni whatsapp in giudizio, fornendo un orientamento fondamentale.

Riconoscimento dei messaggi whatsapp come prova documentale

I messaggi whatsapp costituiscono riproduzioni informatiche equivalenti a SMS o e-mail e possono essere prodotti in giudizio attraverso: screenshot della conversazione; esportazioni testuali o backup del dispositivo; riproduzioni fotografiche dello schermo.

La validità del documento non richiede la firma autografa, a condizione che la riproduzione consenta di identificare in modo chiaro e inequivocabile il contenuto comunicativo tra le parti.

Elementi essenziali per l’ammissibilità del messaggio

In base a quanto stabilito con l’ordinanza n.1254/2025, la prova digitale dovrà rispettare imprescindibilmente due requisiti: *provenienza dell’autore, in quanto il mittente dovrà essere chiaramente identificabile; *integrità ed attendibilità della conversazione, dovendo lo screenshot rappresentare l’intera conversazione priva di alterazioni. L’affidabilità della riproduzione andrà a costituire una condizione sufficiente affinché venga attribuita efficacia probatoria, salvo contestazioni specifiche della controparte;

Valore probatorio e principio della non contestazione

In mancanza di una contestazione specifica e circostanziata da parte della controparte, il messaggio whatsapp presentato in sede giudiziaria acquisisce piena efficacia probatoria. Ad esempio, uno screenshot nel quale la controparte riconosce un obbligo contrattuale può essere ritenuto prova valida anche in assenza di sottoscrizione autografa. La mancata contestazione, pertanto, costituisce un elemento decisivo per la risoluzione della controversia.

Strategie processuali consigliate per l’utilizzo dei messaggi whatsapp in giudizio

  • Produrre screenshot completi con data, ora e riferimenti del mittente;
  • Conservare la conversazione originale, unitamente ai metadati disponibili (ad es. data, ora, identificativo del mittente), in quanto tali elementi possono rafforzare l’attendibilità e la provenienza del messaggio ai fini probatori
  • Allegare i file nella memoria istruttoria;
  • Valorizzare la mancata contestazione della controparte tramite puntuale documentazione nel fascicolo;
  • Preparazione alle possibili contestazioni, per dimostrare l’autenticità ed integrità attraverso perizie informatiche o certificazioni tecniche, conservando copia originale del dispositivo o del backup in caso di richiesta di esibizione giudiziale;
  • Richiamare i messaggi nelle memorie scritte e nelle udienze, andando a sottolineare il loro ruolo probatorio nella ricostruzione dei fatti;
  • Evidenziare eventuali ammissioni, riconoscimenti di obblighi o conferme contrattuali contenute nei messaggi.

Possibili applicazioni pratiche nei contenziosi civili

  • Riconoscimento di debiti o somme dovute;
  • Conferma o modifica di obblighi contrattuali;
  • Accertamento di condotte rilevanti ai fini dell’inadempimento contrattuale;
  • Responsabilità nei rapporti condominiali o di appalto.

Conclusioni

La detta ordinanza n. 1254/2025 rafforza l’impiego dei messaggi digitali come prova nel processo civile, sottolineando che la loro efficacia non è vincolata alla forma tradizionale, bensì alla capacità del documento di fornire una rappresentazione certa e verificabile dei fatti e degli impegni assunti dalle parti.

La Corte di Cassazione sottolinea pertanto la necessità di una verifica tecnica rigorosa, quale presupposto fondamentale per prevenire abusi e assicurare la corretta ricostruzione degli accadimenti.

Una gestione attenta e adeguatamente documentata delle comunicazioni whatsapp costituisce oggi, dunque, un valido strumento di tutela dei diritti e degli obblighi in ambito civile, offrendo soluzioni processuali moderne e trasparenti per l’attività forense.

 

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recupero crediti Roma

Recupero crediti veloce: non sarà più necessario il Tribunale ma ci pensa l’avvocato. Cosa prevede il DDL 978

L’approvazione al Senato del Disegno di Legge 978 elimina il passaggio attraverso il giudice e attribuisce direttamente al legale del creditore la facoltà di notificare un atto di intimazione ad adempiere al debitore.

Questa intimazione non è un semplice sollecito di pagamento o una diffida stragiudiziale.

L’atto, infatti, decorsi quaranta giorni dalla notifica senza che il destinatario abbia presentato formale opposizione, assume automaticamente efficacia esecutiva piena.

Ambito di applicazione del nuovo strumento

Questo nuovo strumento si applicherà ai:

  • Crediti di valore non eccedente la competenza del Giudice di Pace (art. 7 c.p.c.).
  • Crediti per cui esiste prova scritta ai sensi dell’articolo 634 c.p.c. (incluse fatture elettroniche).
  • Crediti per onorari professionali di avvocati, notai e altri ausiliari di giustizia (art. 633, nn. 2 e 3 c.p.c.), con obbligo di allegazione di parcella e parere dell’associazione professionale competente.

Efficacia esecutiva dell’atto dell’avvocato

Questo atto dell’avvocato, quindi, diventa equiparabile a una sentenza definitiva di condanna o a un decreto ingiuntivo non opposto e, pertanto, costituisce titolo sufficiente per procedere con tutte le azioni esecutive previste dalla legge, dal pignoramento presso terzi al pignoramento di beni immobili ed anche per procedere all’iscrizione di ipoteche.

Vantaggi per il recupero crediti

In tal modo il recupero del credito sarà più veloce ed efficiente, eliminandosi attese di mesi o anni, dovute alle tempistiche dei tribunali civili.

Perplessità e tutele per i consumatori

Questa novità ha sollevato forti perplessità, soprattutto da parte delle associazioni dei consumatori in tema di tutele di rilievo costituzionale, soprattutto in relazione al diritto di difesa e alla terzietà del giudice.

Responsabilità e obblighi dell’avvocato

Il DDL, per tal ragione, prevede meccanismi di responsabilizzazione per l’Avvocato che predisporrà l’Atto:

  1. Verifica dei presupposti (Art. 656-ter c.p.c.): L’avvocato ha l’onere, a pena di responsabilità civile e disciplinare, di verificare la puntuale sussistenza dei requisiti previsti per l’emissione dell’intimazione.
  2. Sanzioni Deontologiche (Art. 2): Gli ordini professionali dovranno adottare specifiche disposizioni deontologiche per sanzionare l’avvocato che violi tali obblighi con dolo o colpa grave.

Possibili correttivi e misure di sicurezza

Inoltre, si potrebbero apportare ulteriori correttivi, quali: “l’indicazione obbligatoria del foro competente del debitore”, l’allegazione di un “pacchetto informativo” con una guida ai possibili rimedi e riferimenti a sportelli di assistenza e infine l’introduzione di una “valvola” di sicurezza, ovvero una possibilità di opposizione tardiva per far valere, ad esempio, la presenza di clausole abusive o pratiche commerciali scorrette, con sospensione automatica dell’esecuzione. Queste misure sono pensate per trasformare un atto percepito come una minaccia in uno strumento di informazione trasparente e per riequilibrare una procedura che, altrimenti, rischia di favorire in modo sproporzionato la parte creditrice.


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